Neve e vigne - Crittografia - testi critici

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di Giorgio Olcese e Silvestro Reimondo (2016)

DI LUI HANNO SCRITTO

"Tutte le possibilità di allontanamento e di adescamento, di addizione e sottrazione, sono messe alla luce dal bianco e nero di Silvestro Reimondo. Sfruttando ombre e riverberi il fotografo riesce ad evidenziare una gamma di soluzioni paesaggistiche partendo da un unico oggetto ed assunto.

In Reimondo la capacità tecnica di intervento trionfa sul valore intrinseco del soggetto raffigurato, moltiplicando per cento la valenza concettuale dell'opera fotografica "

Maurizio Sciaccaluga



"L'obiettivo fotografico di Silvestro Reimondo è una propaggine del suo senso visivo, proteso a penetrare i segni nascosti fra le pieghe di una realtà colta nelle molteplici crittografie del suo respiro intermittente. Il "denso" e il "raro" si alternano e si scambiano come sulla superficie lunare di memoria dantesca e costituiscono il tessuto connettivo di una ricerca su quel fenomeno soglia che scandisce perennemente il trapasso fra il continuo e il discontinuo della materia.

In questa sua impresa si ha la sensazione di attraversare un deserto, teso alla ricerca (non affannosa, ma delicata, amorosa e lucida, propria di un naturalista) del rapporto fra senso e non senso, di quella via stretta, come dice l'autore, volta a "forzare il silenzio di Dio".

Attilio Sartori



"Alla magia di questa mostra, alla perfetta fusione tra ispirazione ed immagine, fra tecnica ed arte , ha certamente contribuito il fato che Reimondo è un chimico.Forse proprio ad un chimico poeta è data la facoltà di saper cogliere, più facilmente di altri, l'intima correlazione fra strutture molecolari invisibili e l'apparire macroscopico delle cose, l'eterno divenire tra materia organica vivente e lo inerte mondo minerale, la magia di un raggio di luce che, grazie alla mediazione di granuli di sali d'argento, si fa immagine che dura nel tempo e fissa un'entità , anch'essa labile e fluente , qual è il pensiero."

Federico Valerio



"Le fotografie di Silvestro Reimondo lasciano trasparire una "sostanza" rivelata oltre il visibile e mossa per silenziose relazioni di senso e di stupore"

Germano Beringheli



"Le icone di Silvestro Reimondo , affidate a grafie e a ritmi isolati dal contesto di realtà, queste immagini vogliono essere gli emblemi, le metafore di una filosofia esistenziale, che sembra espressa da un occhio alieno, penetrante però come quello di un'aquila.

L'intensa contemplazione di Reimondo, non nella realtà di un sogno d'Arcadia, ma in quella attuale, inquietante, ha prodotto fotografie che sono, come egli stesso scrive "metafora d'un soliloquio, quello dell'uomo solo con se stesso, smarrito nel suo universo ideologico".

Per queste immagini Otto Steinert avrebbe potuto sostenere che è possibile ottenere, al di là di ogni ipotesi di "oggettività meccanica", una "fotografia umanizzata, individualizzata, dove la utilizzazione dello strumento ha come scopo quello di scegliere sugli oggetti solo gli aspetti corrispondenti alla loro natura profonda".

Italo Zannier



Dentro il container si nasconde l'arte

"Beauty Inside": è questo il leit motif di "ContainerArt", progetto che giunge a Genova dopo le edizioni di Varese, Bergamo e New York prima di partire alla volta di Gerusalemme. Una manifestazione itinerante che si basa sulla decontestualizzazione e sul diverso utilizzo di un oggetto che evoca, senza indugio, grandi distanze e una varietà infinita di prodotti: il container. Lo strumento d'eccellenza del trasporto merci si trasforma, sotto l'egida dell'ideatore e curatore Ronald Lewis Facchinetti, nel teatro di un viaggio nell'opera di artisti contemporanei, in uno spazio inatteso di riflessione inserito nella quotidianità urbana. Ecco spiegata la presenza di ventiquattro container nelle piazze e nelle strade di Genova, da Piazza De Ferrari a Piazza della Vittoria, dal Porto Antico a Caricamento, da Prato a Campi, da Pegli a Sestri Ponente

Fra gli artisti partecipanti Mauro Ghiglione a Villa Croce, Pietro Millefiore a Campi, Lorenzo Biggi e il duo Ferrario Freres al Galata, Silvestro Reimondo a Sestri Ponente. Molti i temi affrontati all'interno di "ContainerArt" dagli artisti - molti dei quali liguri - che evidenziano la vastità e la fluidità dell'attuale panorama dell'arte contemporanea.

Luisa Castellini

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